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"A un passo dal Centro" 
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"A un passo dal Centro"

Consigli: cosa visitare

20 cose da vedere

  1)   TEATRO POLITEAMA

Inaugurato nel 1874 mentre era ancora incompleto, era stato iniziato da Giuseppe Damiami Almeyda per essere il "Teatro del popolo". La sua caratteristica sala a ferro di cavallo aveva una capienza di 5.000 spettatori, una doppia fila di palchi ed una galleria divisa in due ordini. La parte più suggestiva di tutto il Politeama però è sicuramente l'esterno. A vederlo potrebbe ricordare un po' il Pantheon, con la sua forma circolare. A sormontare l'arco del suo ingresso monumentale potrete vedere anche una quadriga bronzera con il Dio Apollo

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  2)   TEATRO MASSIMO

Dal Teatro Politeama percorrendo Via Ruggero Settimo si arriva al Teatro Massimo.

 

Uno dei Teatri principali di Palermo. L'importanza di questo Teatro però non è riconosciuta solo a livello cittadino, ma anche nazionale ed internazionale: il Teatro Massimo infatti è anche il più grande teatro lirico d'Italia ed uno dei più importanti d'Europa. Per essere più precisi a precederlo sono solo l'Opéra di Parigi e la Staatsoper di Vienna.

Costruito nella seconda metà del 1800, è ricco di decori pregiati, lavorazioni laccate in oro, specchi e qualsiasi cosa vi possa venire in mente se pensate allo sfarzo.

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  3)  Via Maqueda

Detta anche la Strada Nuova, via Maqueda è una strada storica di Palermo che incrocia l'antica via del Cassaro. Fu costruita tra il 1598 ed il 1601 e prende il suo nome da colui che la tracciò, ovvero il duca di Maqueda Bernardino de Càrdenas y Portugal, vicerè di Sicilia

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4)       4 Canti - Piazza Pretoria - Piazza Bellini

Nel crocevia di Piazza Vigliena, noto come "Quattro Canti", vi è una straordinaria concentrazione di chiese e monumeti storici. Si parte dalla stessa Piazza Vigliena, i "Quattro Canti" per l'appunto: questo incrocio è contraddistinto, nei 4 angoli, da 3 ordini di statue barocche che rappresentano, dal basso verso l'alto, le 4 stagioni dell'anno, i 3 vicerè spagnoli + Carlo V e, infine, le 4 sante patrone di Palermo prima dell'avvento di Santa Rosalia.

 

Si prosegue con Piazza Pretoria, nota come "Piazza della Vergogna" per via della fontana adornata da statue nude proprio di fronte il monastero delle suore di Clausura di Santa Caterina.

 

Nell'adiacente Piazza Bellini spiccano la chiesa di San Cataldo, tipico esempio di architettura Arabo Normanna, con la forma squadrata e la cupola rossa in alto, e la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, nota come "La Martorana". Molto piccola e ricca di mosaici bizantini, prende il nome dalla storia secondo cui qui nacque la famosa frutta martorana, opera delle monache benedettine del convento vicino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana.

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4 Canti 

Piazza Pretoria

Piazza Bellini

 5)   Cattedrale

Dai 4 Canti girando a destra 5 minuti e vi troverete davanti La Cattedrale. 

 

Simbolo della città. Visibili le tracce delle dominazioni che si sono succedute nel corso dei secoli e che hanno lasciato traccia del loro passaggio.

 

Suggestivo è il prospetto meridionale (quello posto su via Vittorio Emanuele) con il bellissimo portico realizzato nel 1453, il quale rappresenta un capolavoro del gotico catalano e la balaustra in marmo che circonda il piano della Cattedrale del 1574, realizzata da Vincenzo Gagini.

 

Il suo interno fu trasformato alla fine del 18° secolo, donando alla spazialità barocca una corretta proporzionalità neoclassica in cui la cupola è l’elemento essenziale d’equilibrio.

 

La sua costruzione risale al 1184

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6) Palazzo Reale

Dalla Cattedrale passando dall'affascinante Villa Bonanno, si è giunti al Palazzo dei Normanni, conosciuto altrimenti come il Palazzo Reale.
Per raggiungerlo, passerete attraverso la porta più antica della città. Porta Nuova.

 

Il Palazzo dei Normanni era una reggia decisamente sontuosa, ricca di affreschi e mosaici. A spiccare tra i vari "appartamenti" è senza dubbio la Cappella Palatina, originariamente la chiesa della famiglia reale.

 

Completamente decorata con mosaici bizantini e stalattiti in legno, è senza dubbio uno dei luoghi più belli di tutta la Sicilia.

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7) San Giovanni degli Eremiti

La Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti, uno dei più insigni edifici medievali di Palermo e uno dei monumenti-simbolo della città, fu costruita in epoca normanna, tra il 1130 e il 1148, sotto il regno di Ruggero II, ma radicalmente restaurata nel 1882 da Giuseppe Patricolo.

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8) Parco D'Orleans

 

Il Parco d’Orléans fa parte dell’omonima villa, che ospita la sede della Presidenza della Regione Sicilia. Il parco fu costruito verso la metà dell’Ottocento

 

Recentemente è stato trasformato in un interessante parco ornitologico, popolato da molte specie di uccelli, esotiche e dell’area mediterranea. È l'unico parco ornitologico d'Italia e uno dei pochi esistenti in Europa.

 

Oltre alle numerose specie di pappagalli esotici rari, come Ara e Conuri, è possibile osservare cicogne, fenicotteri, pellicani rosa e uccelli autoctoni oggi estinti in Sicilia, come l'avvoltoio Capovaccaio, il Pollo Sultano, il Francolino, il Gufo e il Cavaliere d'Italia. Sono presenti anche dei cerbiatti.

 

Orari: Da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Domenica e festivi dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 17.30

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9) Catacombe

Appena fuori dal centro storico e a 12 minuti a piedi dal Palazzo Reale, troviamo le Catacombe dei Cappuccini.Le Catacombe custodiscono circa 1800 mummie, molte delle quali in perfetto stato di conservazione: si tratta di frati, soldati, nobili, professionisti, donne e bambini che indossano preziosi abiti databili dal Seicento al Novecento. Le catacombe custodiscono anche il corpo perfettamente conservato di Rosalia Lombardo, bimba di due anni, ritenuta a ragione la più bella mummia del mondo.

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10)   Mercati Capo e Ballarò

Rientrando verso il cuore del centro storico, ripercorrendo la più nota strada, Via Vittorio Emanuele, ci rechiamo verso i mercati.In zona ecco il mercato BALLARO’, Il più antico mercato di Palermo, di matrice araba così come quello del Capo e quello più famoso della Vucciria(quest'ultimo ultimamente ha perso un po' di quel fascino antico)

E' un vero e proprio tripudio di colori, sapori, odori, suoni. Un contagio sinestesico pazzesco che si estende per tutto un quartiere, con bancarelle e negozi (Putìe) che mettono in mostra tutta la mercanzia: frutta e verdura, carne, pesce freschissimo ancora vivo. E ancora street food, che va dai panini con le panelle alle "Pollanche", (le pannocchie bollite) le patate bollite, il polpo, i fichi d'india e chi più ne ha più ne metta.  Un'esperienza assolutamente da non perdere.

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11)   Casa Professa - Chiesa del Gesù 

In zona Ballarò, una delle Chiese barocche più importanti del capoluogo siciliano, si trova nel quartiere dell'Albergheria, ed è un impressionante tripudio di barocco. Gli interni sono un susseguirsi ininterrotto di decorazioni, con opulenti stucchi, affreschi, ornati marmorei, marmi mischi e tramischi, tutti realizzati dai massimi esponenti dell'arte e della scultura del Seicento: Serpotta, Marabitti, Vitagliano, Pietro Novelli, Paolo Amato, Camilliani.


Nel 1892 la chiesa del Gesù è stata dichiarata Monumento Nazionale.

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 12)   Quartiere Ebraico


Il quartiere ebraico è oggi riconoscibile tra le centrali via Maqueda e via Roma. È delimitato a nord-ovest da via Ponticello, a nord da via Calderai, a est da via S. Cristoforo, a sud da via Giardinaccio fino a piazza Quaranta Martiri.

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13)  Giardino Garibaldi


In fondo al Cassaro, il Corso Vittorio Emanuele, in direzione del mare, si incontra una delle piazze più belle di Palermo. Qui a Piazza Marina infatti si trova l'imponente Giardino Garibaldi, con esemplari di Ficus Magnolioides grandi quanto un campo di calcio che coprono con le loro fronde tutta la piazza.

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14)  Palazzi Nobiliari

Nelle zone limitrofe a Piazza Marina, una sequela di palazzi storici, come Palazzo Mirto, Palazzo Abatellis (sede della Galleria Regionale Siciliana e che ospita il capolavoro di Antonello da Messina, l'Annunziata), Palazzo Galletti di San Cataldo.



Tra tutti spicca il Palazzo Chiaramonte Steri, sede del rettorato dell'Università ma soprattutto che ospita il Museo dell'Inquisizione Spagnola, l'originale della Vuccira (la tela di Renato Guttuso), e una sala trecentesca con un soffitto ligneo unico al mondo.

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15)  La Cala e Foro Italico

Da antico porto di Palermo ad elegante arco di mare costeggiato da moderni ed eleganti pub della movida: la Cala, compresa tra le vie Francesco Crispi e Foro Umberto I, è oggi un piacevole porticciolo nel centro storico di Palermo.

 

Recentemente ristrutturato, la Cala comprende quello che fu il più importante baluardo difensivo della città, il Castello a Mare, oggi sede chic d’alta ristorazione e luogo adibito ad eventi e concerti, oltre che parco archeologico di estrema importanza.


Proseguendo si può comodamente raggiungere il Foro Italico, una grande area verde che forma uno dei lungomare di Palermo. Si estende dalla Cala a villa Giulia

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16)  Orto Botanico

L'Orto botanico di Palermo è una istituzione museale e didattico-scientifica dell'Università di Palermo. Tra i più grandi in Europa per numero di specie vegetali presenti, riceve ogni anni migliaia di visitatori. L'orto Botanico è stato di recente premiato (2022), per l'albero italiano dell'anno. 

 

La Giant Trees Foundation hai infatti assegnato al Ficus macrophylla f. columnaris il premio per miglior albero secolare italiano. Adiacente all'orto Botanico troviamo Villa Giulia, polmone e spazio verde della città.

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17)  Quartiere dello Spasimo e la Kalsa

Uno dei quartieri più antichi della città risalente al periodo islamico, il suo nome deriva da Khalisa ossia "l'eletta", perchè all'interno nasceva la cittadella fortificata dall'Emiro che ne fece sede della sua corte.

 

All'interno del quartiere da non perdere "lo Spasimo" una chiesa che ha visto nei secoli vere e proprie trasformazioni, passando da chiesa a fortezza, da teatro a lazzaretto durante la peste del 1624

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18)   Via Roma e Piazza San Domenico

Dal quartiere della Kalsa e risalendo verso la stazione centrale della città, inizia una delle vie più note. Via Roma.

 

Fine 800 il primo tratto di strada venne considerata opera di Rinascimento urbano.


L'idea era di unire la stazione Centrale inaugurata nel 1886 con la parte nuova della città, che si stava sviluppando intorno ai Teatri Politeama, Massimo, e la zona allora portuale del Borgo Vecchio.

 

Su questa via spicca la chiesa di San Domenico un mix di stile barocco e gotico nonchè luogo di sepoltura di illustri personaggi quali Francesco Crispi e Giovanni Falcone.

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19)   Villino Florio

A pochi passi dal centro storico in zona Dante troviamo una perla della famiglia Florio

 

Il Villino Florio è una delle dimore in stile Liberty più belle di Palermo. Opera dell'architetto Ernesto Basile ed è visitabile dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13 mentre su prenotazione sabato domenica e festivi sempre dalle 9 alle 13



Tel. 0917025471   prenotare entro le 12 del venerdì

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Il Palazzo della Zisa è una delle più belle testimonianze della presenza normanno-araba in Sicilia.

 

Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 2015, l’edificio risale al XII secolo e prende il nome dal termine arabo “il glorioso” o “lo splendido”.

Orario

dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00
domenica e festivi (1 gennaio, 6 gennaio, 10 e 25 aprile, 1 maggio, 15 luglio, 8, 25 e 26 dicembre) dalle 9.00 alle 13.30


ultimo ingresso 30 minuti prima dell chiusura

Chiusura

lunedì (tranne 10 aprile e 1 maggio)


20) Castello della Zisa

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Cenni di storia:

Le origini

Palermo 

Il periodo felice della città ha inizio sotto il dominio arabo (IX sec. d.C.). quando diviene uno dei principali centri islamici in occidente. La città si espande e nascono nuovi quartieri urbani al di là dei confini del centro storico detto il Cassaro (dall'arabo Al Quasr, il castello, antico nome anche della via principale, oggi corso Vittorio Emanuele). In particolare, nei pressi dello sbocco sul mare nasce la Kalsa (da al Halisah, l'eletta), quartiere fortificato e residenza dell'emiro. Nel 1072 la città cade in mano al normanno conte Ruggero, ma il passaggio non avviene in modo violento: ai mercanti, gli artigiani e più in generale alla popolazione musulmana (ma anche di altre razze e religioni) viene consentito di continuare a vivere e ad esercitare la propria professione. E' proprio questo che permette il diffondersi dello stile poi detto arabo-normanno, bellissima miscela di motivi sia architettonici che decorativi. La città prospera e si arricchisce di apporti delle diverse culture. Ruggero II, figlio del "conte", amante del lusso, fa nascere ovunque giardini di foggia orientale con lussuosi palazzi (la Zisa, la Cuba) e si circonda di letterati, matematici, astronomi ed intellettuali provenienti da ogni dove. Dopo un breve periodo di scompiglio e decadenza, Palermo e la Sicilia passano nelle mani di Federico II di Svevia (1212), sotto il quale la città riacquista centralità e vigore. Si susseguono gli angioini, cacciati alla fine della cosiddetta Guerra del Vespro, gli Spagnoli e, nel '700, i Borboni di Napoli che vestono la città di palazzi barocchi.
L'Ottocento segna l'apertura della città ai commerci ed alle relazioni con l'Europa. La borghesia imprenditoriale è la nuova forza economica e la nuova "committente". E la città allarga i suoi confini. Viene inaugurato il viale della Libertà, continuazione di via Maqueda, ed il quartiere che vi sorge attorno si arricchisce di creazioni liberty. Ed è purtroppo l'ultimo guizzo, seguito da un periodo di stasi che vede susseguirsi i bombardamenti dell'ultima guerra, il terremoto del 1968 ed un lento, ma corrosivo degrado dei quartieri medievali. Oggi però un nuovo impulso alla rivalutazione, al restauro ed al riutilizzo dei magnifici monumenti del centro sta cercando di risvegliare questo magnifico gigante d'oriente ancora addormentato.

 

Vuoi saperne di più? Allora visita il seguente link che ti trasporterà in un sito ricco di suggerimenti e informazioni su monumenti, chiese, strade, monumenti e tanto altro da visitare

 

https://www.palermoweb.com/cittadelsole

     fu fondata dai Fenici con il nome Zyz (fiore) e in seguito conquistata dai Romani che le danno il nome greco di Panormus (παν-όρμος, tutto-porto)

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